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Benvenuto! Il Guestbook (libro degli ospiti) è nato per chi volesse lasciare critiche, pensieri o dediche non inerenti ai post o agli argomenti trattati nel blog. Scrivete...
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A MILLION MILES...AHEADTutta la vita è sogno, e i sogni rimangono sogni
THE PRINCESS AND THE TORNADOAt first I thought I could put all the pieces together and make the entire story. But as I read it, I realized it works this way. Christa scrive: story starts in... Christa scrive: 5 Christa scrive: 4 Christa scrive: 3 Christa scrive: 2 Christa scrive: 1 Michele scrive: happy new year Michele scrive: (sorry) Michele scrive: lol Christa scrive: once upon a time there was a beautiful Texas Princess resting peacefully in her bed... Michele scrive: awwwwwwwwwwwwwwwwww Christa scrive: when all of a sudden at 4:30 in the morning a tornado invaded Plano... Christa scrive: all the electricity went out and the princess could see nothing but black everywhere Christa scrive: but she could hear the winds ripping apart trees and tearing up shit outside... Michele scrive: oh, don't say bad words Christa scrive: shit Christa scrive: shit Christa scrive: shit Christa scrive: anyway... Michele scrive: if you put it this way... Michele scrive: cazzo Michele scrive: cazzo Michele scrive: cazzo Michele scrive: here you are Michele scrive: lol Christa scrive: ok, i will say cazzo instead Michele scrive: go on Christa scrive: ok Christa scrive: ummm Christa scrive: the princess freaked out and found a flashligh and grabbed her cell phone and ran to the closet Christa scrive: she called her sister and woke her up Christa scrive: her sister jumped out of bed and turned on the tv to see if there were any tornado warning Christa scrive: she saw that there was an announcement on the news that said, "Residents of Plano need to immediately take cover" Christa scrive: the princess started to cry because she was all alone in the darkness Christa scrive: her sister heard her cries and said, don't worry i am going to send help"!!! Michele scrive: ahahah...was her sister in the navy? Christa scrive: within seconds Chuck Norris arrived and gave the tornado a roundhouse kick to the face and sent to tornado in to space. Christa scrive: THE END FRANCESCO & FABRIZIOSenza commento. APPELLO ALLA MOBILITAZIONEDal blog di Nando Dalla Chiesa "Rompiamo gli indugi. Il nuovo assalto di Silvio Berlusconi ai principi di legalità e alla giustizia non può vederci testimoni immobili e dunque complici. Ancora una volta il potere politico viene usato per tutelare posizioni processuali personali, senza alcuno scrupolo né verso i principi costituzionali né verso gli effetti che si producono a cascata sull’amministrazione della giustizia, sulla sicurezza e sulla libertà d’informazione. Le scelte accomodanti dell’opposizione si stanno rivelando semplicemente sciagurate. L’idea che l’acquiescenza verso Berlusconi sia segno di maggiore consapevolezza e maturità politica sta portando il Paese alla deriva, privandolo di una voce forte e coerentemente risoluta nella difesa della Costituzione e della decenza repubblicana in parlamento. Noi
crediamo che la logica alla quale Berlusconi sta assoggettando l’azione
del suo nuovo governo e della sua maggioranza meriti una forte risposta
democratica, libera dai complessi di colpa che la politica e
l’informazione hanno cercato di gettare su chi negli anni passati si è
mobilitato contro le leggi-vergogna e contro la manomissione della
Costituzione. Non è stata la difesa dei principi di legalità
costituzionale a fare perdere il centrosinistra, il quale anzi dal 2002 ha
sempre vinto tutte le prove amministrative, fino alle politiche del
2006. Non è la nettezza dei principi che fa perdere, come ha dimostrato
il divario tra i risultati di Rita Borsellino in Sicilia e i disastrosi
risultati successivi. A far perdere voti è l’incapacità di governare
emersa tra rivalità, ambizioni, narcisismi e rendite ideologiche ai
danni del governo Prodi. Ed è, oggi, l’incapacità di rappresentare i
propri elettori, sempre più inclini a non partecipare al voto.Per
questo invitiamo i cittadini milanesi a una prima mobilitazione in
difesa della Costituzione e della giustizia per lunedì 23 giugno alle
18 davanti al Palazzo di giustizia, luogo simbolico per l’opinione
pubblica legalitaria della città. Del tutto consapevoli che non siamo
noi il “già visto”. Il “già visto”, la ripetizione infinita della
storia, una storia di arroganze istituzionali, è Silvio Berlusconi.
Davanti a noi c’è solo una scelta: se tacere per stanchezza o mettere
una volta ancora le nostre energie al servizio della democrazia
repubblicana e dello spirito delle leggi." MENO IMMIGRATI O PIU' EMIGRANTI? Sono sinceramente colpito dalla piega che ha preso negli ultimi mesi il dibattito sull'immigrazione clandestina. Voglio dirvi che sono scosso, amareggiato, turbato, dal modo nel quale un partito politico, che siede al Parlamento della Repubblica Italiana, rappresentativo solo di una minoranza secessionista ed ignorante, sta infiammando gli animi della gente contro dei disperati che arrivano nel nostro paese in cerca solo dell'essenziale, solo del minimo indispensabile per sopravvivere. Attraverso la propaganda mediatica delle sei televisioni e degli innumerevoli giornali, in mano al capo del governo, la gente comune, gli operai, gli impiegati, gli studenti, si stanno convincendo che il vero problema dell'Italia sono gli immigrati del terzo e del quarto mondo. Si fomenta la guerra dei penultimi contro gli ultimi, per distrarre dai processi che pendono sul plurimputato presidente del consiglio, sui 1700 miliardi di euro di debito pubblico. Ho sentito voci disumane che chiedevano, a furor di popolo, giustizia contro i lavavetri, contro i ladruncoli. Li ho uditi invocare l'esercito per le strade, ed ho provato una tremenda nausea. Li ho ascoltati progettare il reato di "immigrazione clandestina", come se spostarsi arbitrariamente da una terra aspra ad una fertile fosse un atto contro natura. Cominciamo col proibire la diseducativa lettura dell'Antico Testamento: gli ebrei sarebbero il primo popolo clandestino del mondo, quando si spostavano per il medioriente alla ricerca di Canaan. Un lavavetri, che fa una vita di stenti a un semaforo, è un nemico pubblico; mentre Tronchetti Provera, che ha spolpato la più grande azienda del Paese mandandola in bancarotta e ha messo sulla strada migliaia di famiglie, può andarsene in vacanza sulla sua barca o allo stadio, fra gli onori della gente e della stampa. Chi ha fatto più danni all'Italia? Un lavavetri o Tronchetti Provera? Un muratore keniano o Berlusconi? Ho chiesto ai miei concittadini napoletani di farsi un esame di coscienza. Ho chiesto: "sii sincero, per strada ti fanno più paura gli africani che vendono fazzoletti o i tuoi concittadini napoletani?". Rivolgo la domanda alla stragrande maggioranza dei napoletani perbene: quando in città c'è un delitto, un atto vandalico, una rapina, di chi è opera? Nel 99% dei casi sono nostri concittadini. Meglio istituire l'emigrazione obbligatoria per costoro, piuttosto che perseguitare i poveri cristi, voi che ne dite? Usiamo la testa, quindi. Non prendiamoci per buone le verità dei potenti, non stacchiamo gli occhi dalla realtà intorno a noi. LA FINE DELLA PUBBLICITA' La cosa fondamentale per
la riuscita della pubblicità è rendere infelice chi la guarda. Mostrare
al cervello che esistono centinaia di cose che non possiedi, cose che
non puoi non avere per essere bello, per essere in gamba, per
semplificarti la vita. Cose di cui non abbiamo affatto bisogno e che
cominciamo a desiderare all'improvviso, per il fatto che esistono,
perché un equipe di psicologi e registi, straordinariamente furbi, la
trasforma in oggetti del desiderio. L'auto che hai non è buona come quella che sfreccia su una scogliera, in una pubblicità televisiva; le tue gambe e il tuo seno, i tuoi capelli, non sono belli come quelli della modella - che sponsorizza prodotti che "ti fanno valere" - se tu non usi gli shampoo con la proteina del nuovo millennio; sei un bacchettone se non cedi alla tentazione di un succulento gelato. Se non hai scarpe e vestiti alla moda sei un disadattato, perché ti opponi in ogni caso ad una comune percezione della realtà. Ma quali sono i reali bisogni dell'uomo? Quali le cose che ci rendono veramente felici? Dobbiamo tutti avere una TV in ogni stanza, un computer, un'auto, vestiti alla moda, ascoltare cantanti alla moda. Con che risultato? Guardiamo più televisione; passiamo più tempo a chattare con MSN; causiamo ingorghi allucinanti per le strade perché dobbiamo uscire tutti con la nostra auto; non seguiamo più le nostre sensazioni per ascoltare una canzone, per indossare qualcosa. E trascuriamo gli affetti più cari, parliamo di meno con i genitori, con i nostri fratelli e sorelle, dedichiamo meno tempo alla cura dello studio o di una nostra passione quale il canto, uno strumento musicale ecc. Questo allucinante vortice può finire oggi stesso. Spegniamo la televisione, scolleghiamo il computer, andiamo dalla mamma o dal papà e raccontiamogli che è successo oggi all'università. Non perdiamo l'abitudine al racconto. Quest'estate, rinunciamo, per una sera soltanto, all'uscita con gli amici per fare compagnia ad un anziano, relegato nel suo appartamento. Queste cose durano più d'ogni oggetto materiale. VENERDI' 13 GIUGNOVenerdì 13 giugno, ore 17.00, aula Pessina dell'Università degli Studi di Napoli, sede centrale in Corso Umberto I. Discuteremo insieme a voi tutti di un nuovo criterio d'accesso
all'università, più giusto e meritocratico. Tutti insieme possiamo
cambiare le cose. Rintanarsi nei forum di internet o ridurre il proprio
dissenso civile a quattro parole pronunciate nel corridoio con gli
amici è la libertà che i potenti vogliono per noi. Riunirsi con chi condivide le nostre stesse idee, fare proposte, comunicare, è l'inizio della fine di ogni sopruso. L'intelligenza e la civiltà,
coniugate, sono armi devastanti per ogni ordine ingiusto. I baroni e le
caste incoraggiano la delinquenza delle spranghe, del fuoco per le
strade e delle vetrine sfasciate, perché gli permette di rintanarsi
dietro schiere di poliziotti in assetto anti-sommossa. Di violentare
col perbenismo la più nobile delle cause, di additare come inciviltà
l'esasperazione dei cittadini, come è accaduto agli amici di Chiaiano. Ma alla delinquenza del libero pensiero non sono pronti. Ad un gruppo di cittadini che esercita le armi del diritto di criticare, di proporre, servendosi degli strumenti della democrazia, i baroni e le caste non sono pronti. La nostra civiltà, la nostra trasparenza, la nostra passione, le nostre idee, devono travolgerli. Hegel ce lo insegna: all'intelligenza del servo il padrone non è pronto. Il suo attaccamento alla vita rovescerà l'ordine ingiusto. TU NON SEI FELICEEccovi un breve ed intenso video-corso di economia capitalistica. Accendete i vostri neuroni! DRAB, ADI E LISTA DI PROSCRIZIONE Mi
son scocciato di scocciarmi dell'università delle sigle. Sono stanco di
dover dire che faccio l'ADI, come se ogni giorno avessi contratto una
nuova malattia che necessita di AccertamentiDiagnosticiIpoinvasivi. E
la DRAB. Che cazzo è la DRAB? Un nuovo modello di fuoristrada? Un pezzo
del motore di un camion? Domande a risposta assolutamente:
<<boh!>>? Che devo fare per seguire un corso, un
laboratorio, e fare l'esame? Iscrivermi a Oxford? L'istologia puzza di niente, l'anatomia di libro vecchio, gli epatociti di ratto puzzano e basta. Il policlinico è un museo dello squallore. Un deserto supraequatoriale di medici-beduini viandanti con le loro DRAB tirate a lucido, che praticano l'ADI come sesso selvaggio, biologi senza logos del bios, i quali proscrivono, assolvono, condannano. Da oggi però fisso anch'io la frontiera dei miei stivali: Chiunque di questi medici-beduini vinandanti sulla DRAB nuova voglia rivolgermi la parola dovrà seguire la prassi: 1) Scrivere la sua DRAB su un foglio 2) Apporre sul foglio marca da bollo da euri 16,42 3) Apporre la propria firma, prima col nome, poi col cognome (quelle firmate cognome-nome saranno cestinate) 4) Portare la richiesta al mio cane, il quale la porterà a me 5) Attendere entro 30 giorni, a mezzo raccomandata, la mia risposta, che sarà sempre la stessa, scritta a pennarello rosso: <<se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone che non sia l'aria di quel cortile voglio soltanto che sia prigione che non sia l'aria di quel cortile voglio soltanto che sia prigione>> PIRATA DELLA STRADA Un pirata della strada. Ecco cosa sono per i Carabinieri, che fra ieri ed oggi sembrano usciti da una barzelletta, per aver dimenticato i documenti a casa, una sera. Sono andato in caserma questa mattina ed ho fatto presente di aver smarrito la patente, che sono tenuto a presentare entro trenta giorni dall'avvenuta contravvenzione. Ho chiesto all'appuntato cosa potessi fare. Come tutti i carabinieri, si esprime più similmente ad un verbale di divieto di sosta che ad un essere umano. Gli spiego l'accaduto della sera prima, e lui mi fa: "ma la patente è sicuro di avercela?" "Come no!", rispondo io "anche se non la trovo, ce l'avrete registrato da qualche parte che ce l'ho, la patente". A questa mia solenne dichiarazione di superiorità mentale, il verbale di divieto di sosta parlante dà in escandescenze. Chiedo un documento sostitutivo da presentare, che attesti che ho la patente. "Macché, sta dal medico?", mi risponde, adoperando un'associazione mentale che io, sano di mente, non colgo. Per lui dovevo entrare in caserma e confessare d'essere un folle, che va in una stazione dei Carabinieri a chiedere di controllare una patente di guida che non ha. Offende la mia intelligenza, ma è normale per uno che ne ha poca. Certo, ne avrò fatte di cavolate in vita mia. Ma inventarmi di avere la patente davanti ai Carabinieri è troppo; non l'avevo proprio previsto nella mia vita. Dico che mi sento trattato come un pirata della strada, solo per aver scordato dei documenti a casa. Dice che non ho rispetto per la divisa. Egli invece esprime tanto rispetto per il suo datore di lavoro, che con le sue tasse gli paga lo stipendio. Lo faccio sfogare, dico buon giorno, e vado alla stazione di Polizia, un po' più avanti. Un'altra musica. Spiego al commissario del mio verbale, del fatto che devo presentare assicurazione e patente e che ho perso quest'ultima. Il commissario, baffuto e grosso di stazza, mi dice che non c'è problema: "le forze dell'ordine sono collegate agli uffici della motorizzazione, mandiamo i suoi dati e ci dicono se lei ha la patente". Sono ancora incazzato per il colloquio con l'appuntato dei Carabinieri, e gli dico "quando ho chiesto la stessa cosa ai Carabinieri, sono andati su tutte le furie, come se avessi messo sotto qualcuno" Si incazza anche lui, ma con i Carabinieri, e scrolla le spalle, ed esclama "ma guarda se è possibile che questi facciano così!". Il commissario è profondamente umano e disponibile con me. Gli dico che sono consapevole di aver sbagliato, ma che in fondo è la prima volta che succede in tre anni, che non ho mai neanche preso una multa per divieto di sosta. Mi dice "Non si preoccupi, sono cose che capitano a tutti...ora cerchi di trovare la patente, guardi meglio a casa. Altrimenti venga domani, e facciamo il permesso di guida provvisorio". Gli dico che dai Carabinieri non ci voglio andare più, visto come mi hanno trattato. Mi dice che posso portare i documenti richiesti sul verbale di contravvenzione anche a loro. Rincuorato, gli stringo la mano ruvida, e mi lascio sfuggire "meno male che ci siete voi della polizia!". Il buon commissario mi ha fatto ritrovare la stima per le forze dell'ordine, che l'arroganza e la mancanza di cortesia dei Carabinieri (nostri dipendenti, pagati da noi), mi stavano facendo perdere.
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