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Michele Di Mauro

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ciao Michele...attraverso google sono giunta dalla mia casetta di Marsala al tuo blog, così per caso...Complimenti prima per i contenuti dello spaces e poi perchè sei un gran bel ragazzo! Cmq in bocca al lupo!!!
Dec. 8
Dianawrote:
Ciao Michele.Ti ricordi di me,vero?La tua compagna di classe..quella che si incazzava sempre con te,ma che alla fine ti ha salvato all'esame di stato prestandoti tutti i libri?Sono arrivata qui attraverso un giro di blog e ho pensato di lasciarti un saluto.Complimenti,è un blog splendido,molto interessante(e naturalmente il tuo inglese è magnifico),ma lo sapevamo tutti che a ruota libera saresti stato un genio.Allora....ci sentiamo(è il termine adatto quando ci si riferisce a blog e simili?mah..)!Un bacio
Sept. 14
agnesewrote:
Ciao....
Ho visto un pò il tuo Spaces ed è molto interessante, ed è per questo che vorrei che tu visitassi il sito www.cittadipartenope.it .
Città di Partenope è un'identità. Noi cittadini di Partenope intendiamo sviluppare la cultura civica, il senso della legalità e dell Stato e abbiamo l'ambizione d'incidere sulla vita cittadina attraverso iniziative concrete.
Mi farebbe piacere ritrovarti nella Citta di Partenope e darci una mano in tutto ciò.
grazie.
July 16
ciao michele per quanto riguarda il volontariatoe l'aiuto alle persone bisognose vorrei esserti anke io d'aiuto cn te e cn il gruppo di lavoro che penso che tu ora faccia parte . se talvolta hai bisogno di una mano puoi contare su di me , anche perche sono daccordo cn le idee raccolte nel tuo blog e nei documenti scritti
Dec. 17
No namewrote:
Ciao michel,molto carino il tuo blog
Dec. 6

A MILLION MILES...AHEAD

Tutta la vita è sogno, e i sogni rimangono sogni

DIALOGO NOTTURNO

La mia risposta ad una discussione nata su feisbuc con il mio maestro di teoria teatrale e scrittura creativa.

Se la società non fosse profondamente ingiusta, se non dotasse, cioè, qualcuno d'un po' di oro in più agli altri e qualcun altro d'un po' più di merda, grandi pensieri come il socialismo, il comunismo, il riscatto, neanche sarebbero nati. Non me la sento di liquidare la questione sul piano dell'esistenzialismo puro, ridurre cioè tutto a delle scelte fra loro equivalenti ed interscambiabili, la più giusta delle quali (più giusta per la propria coscienza, s'intende) viene illumintata da una grande, interiore concentrazione. Alcune strade sono più facili di altre, talvolta più allettanti, talvolta ci si nasce nel bel mezzo. E una società, fatta ahimé di servi e di padroni - che possiamo espellere come categorie della nostra critica, ma ciò non toglie la loro esistenza nella realtà- la quale non permette l'accesso di tutti agli strumenti (fondamentalmente cognitivo-culturali) per poter discernere fra le scelte, per poter capire che una strada è difficile, ma va presa perché grande sarà il bene che vi si trova alla fine, va messa in discussione.

La sostanza di ogni libertà, diceva Marcuse, è la libertà dal bisogno. Un uomo che ha fame, che è costretto a correre dietro al bisogno, spesso non ha scelta; ma quando ce l'ha, opta per la più facile perché non può permettersi di rischiare: come una delle due autocoscienze speculari hegeliane, si dimostra attaccata alla vita: se si gioca quella, perde anche la speranza.

A pensarci, siamo tutti un po' vittime di sky e del cellulare, perché sono parte di modelli culturali su cui si sostiene l'economia di mercato. Il disoccupato subisce queste cose quanto noi. La vittoria è sapere che una persona che fino a ieri si sacrificava per il cellulare e per sky, oggi è disposta a lottare perché il proprio figlio si sacrifichi per lo studio e non per il motorino e la tv satellitare.

A TESTA IN GIU'

 

SANITA' 2009/2011: DIS-INVESTIMENTI PER 6 MILIARDI DI EURO

Dal blog alternativeperilsocialismo.com, un articolo di Daniela Caruso.

Come sappiamo, il diritto alla salute è fondamentale. La stessa Costituzione, nell’art. 32, ribadisce questo concetto: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Ma in Italia sembra che questo articolo, come molti altri, siano stati dimenticati e non osservati; tutto ciò è riscontrabile perfettamente nel testo della Finanziaria 2009 e nel Decreto Legge 112 “Tremonti” per i Comparti della Sanità pubblica.

Un’attenta lettura del testo rende chiaro come sia previsto un taglio decisivo alla Sanità che ammonta a 6 miliardi nel periodo che va dal 2009 al 2011.

Il Governo preannuncia drastici tagli, dunque, alle aziende sanitarie locali e agli ospedali che vedranno mancare i fondi necessari per fornire una giusta assistenza medica e posti letto. Tutto ciò avviene perché, come per la scuola, il Governo crede che ci sono stati troppi sprechi nella Sanità e che bisogna frenare le spese in eccesso, punendo gli amministratori con diverse sanzioni per gli sprechi e la cattiva gestione delle risorse economiche.

Il ministro del Welfare, Sacconi, propone diverse misure per limitare le spese della Sanità, come la semplificazione burocratica e la riorganizzazione di enti ed organismi come la Croce Rossa, gli Istituti profilattici, Lega per la lotta contro i tumori, che saranno controllati direttamente dal Welfare. Sicuramente questa semplificazione porterà ad un accorpamento degli Istituti citati, provocando dei tagli non solo sui fondi destinati loro, ma anche sulle risorse umane che li compongono, con conseguenti licenziamenti al personale e riduzioni di stipendio per chi resta a lavorare.

Possiamo analizzare nel dettaglio gli effetti di questi dis-investimenti che colpiranno il Fondo Sanitario Nazionale: nel 2008 il Fondo Sanitario Nazionale ha nelle proprie casse 102.683 milioni di euro: questa cifra è stata confermata anche per il 2009 anche se il nostro Patto per la salute 2007/2009 prevedeva un incremento di un +10% dal 2006; per il 2010-2011, viene operato un taglio di 2 miliardi di euro per ogni anno;

Nel 2008, non era previsto alcun ticket (in particolare per le fasce della popolazione più disagiate con un esenzione totale sulle spese mediche e sulle visite), mentre nel 2009 ritorna il cosiddetto “super-ticket” su visite mediche ed esami ambulatoriali. La reintroduzione dei ticket dovrebbe permettere alle regioni di arginare una probabile assenza di copertura finanziaria. Insomma dal 2009 i cittadini italiani potrebbero dover spendere di più per curarsi. (anche se si pensa all’introduzione di un emendamento che stabilisce la sospensione di una norma preesistente che prevedeva la possibilità di introdurre il ticket.)

Bisogna aggiungere che a partire dal mese di Novembre 2008 sino al 31 dicembre 2008, tutti i cittadini, indistintamente dal tipo di esenzione in possesso, dovranno pagare interamente il costo della prestazione sanitaria che richiedono, anche se sono anziani o famiglie in condizioni economiche disagiate che, o per motivi di reddito, disoccupazione, sono costretti a pagare senza la possibilità di avere nessun tipo di agevolazione.

Come viene giustifica questa manovra azzardata dal Governo Berlusconi? è facile intuire perché si è deciso di risparmiare sulla sanità: semplicemente per aiutare le casse comunali a recuperare i fondi che mancano in seguito l’abolizione dell’ICI – oltre che a fornire fondi di garanzia alle banche e coprire i buchi di Alitalia.

Ma non finisce qui: lo stesso lavoro in Sanità subisce dei cambiamenti drastici. Per quel che concerne il lavoro straordinario si opererà una detassazione degli straordinari per soli privati, con conseguente disuguaglianza nel trattamento per lavoratori che garantiscono la stessa prestazione nel settore della Sanità pubblica, incentivando, in questo modo la Sanità privata.

Gli orari di lavoro potranno essere derogati anche con contratti regionali o aziendali; il riposo obbligatorio sarà previsto su un periodo di 14 giorni e almeno per tre ore a notte. Non ci saranno sanzioni per le violazioni, e scompare, inoltre, anche il diritto al riposo per i medici (11 ore);

Sul fronte precariato, si sopprime la sanatoria per i precari prevista dalle leggi finanziarie precedenti, e si prevede la possibilità di assumere un solo lavoratore a fronte di 8/10 pensionamenti.

In ambito di contrattazione integrativa e salario di produttività, ci sarà una riduzione del 10% dei fondi contrattuali con riferimento all’anno 2004. Quindi i salari subiranno notevoli diminuzioni, nell’ordine degli ottocento euro annui.

Per l‘infermità e le malattie c’è il riconoscimento solo per equo indennizzo (l‘importo dell’equo indennizzo varia in funzione della gravità dell’infermità riportata e della classe iniziale dello stipendio annuale del grado ricoperto) non più per i trattamenti pensionistici, con abrogazioni delle norme e delle leggi che risarcivano il disagio per patologie dipendenti da servizio; per ogni giornata di assenza ci sarà una riduzione di almeno il 30% delle retribuzioni.

Infine, per la questione part-time, si conferisce piena discrezionalità delle Aziende nel riconoscere la possibilità di accedere al part-time, con ripercussioni soprattutto sulle lavoratrici, e i risparmi derivanti dall’utilizzo di lavoratori in part-time non verranno destinati ai fondi contrattuali.

Il Sistema Sanitario Nazionale pubblico dovrebbe essere un luogo di eccellenza accessibile a tutti i cittadini. Ma le nuove normative sembrano presagire scenari inquietanti. Già da oggi i medici potranno esercitare sia nel pubblico che in privato, per un numero di ore sostanzialmente eguale. Questo porterà logiche privatistiche nella gestione dei pazienti: quelli di serie B da lasciare in mano alla sanità pubblica, a cui vengono tagliati i fondi. Quelli di serie A, che possono permettersi il soggiorno in clinica. Ancora più inquietante, chi esercita sia in ospedale che in clinica, potrà deviare i pazienti della clinica nelle sale operatorie ospedaliere, ammortizzando i propri costi di gestione e gravando ancor maggiormente sui bilanci dello stato.

Per lottare contro ogni logica privatistica, rivolta a fare della salute una merce, Alternative per il Socialismo indice la prima Assemblea Pubblica. Mercoledì 3 Dicembre, Sala Gemito, ore 15:00. Uniti per la lotta.

DEPENDE

Una canzone che sento alla radio da una vita ma che ho conosciuto da poco, come quella persona che si vede tutti i giorni per anni, ma di cui ci accorgiamo solo adesso, spesso scoprendo di esserne innamorati da sempre. Riporto il testo in spagnolo con una traduzione più fedele, giacché la canzone nella versione italiana svilisce molto il significato. Un unico commento al testo, copiato dal mio maestro Gaston: "che stronzata la sicurezza".

Que el blanco sea blanco
y que el negro sea negro,
que uno y uno sean dos
porque exactos son los números...depende.

Que aquí estamos de prestao,
que hoy el cielo está nublao,
que uno nace y luego muere,
y este cuento se ha acabao...depende.

Depende, de qué depende,
de según como se mire todo depende.

Qué bonito es el amor,
más que nunca en primavera,
que mañana sale el sol
porque estamos en agosto...depende.

Que con el paso del tiempo
el vino se hace bueno,
que todo lo que sube baja
de abajo a arriba y de arriba a abajo...depende.

Que no has conocido a nadie
que te bese como yo,
que no hay otro hombre en tu vida
que de ti se beneficie...depende.

Que sí quiere decir sí
cada vez que abres la boca,
que te hace muy feliz
que hoy sea el día de tu boda...depende.


Che il bianco sia bianco,
e che il nero sia nero,
che uno e uno siano due,
perché i numeri sono esatti...dipende


Che qui siamo in prestito,
che il cielo sia nuvoloso,
che si nasce e poi si muore
che questa storia sia finita...dipende

Dipende, da che dipende?
tutto dipende dal modo in cui lo si guarda

Che l'amore è bello
specialmente in primavera
che domani sorge il sole
perché siamo in agosto...dipende

Che col passar del tempo
il vino si fa buono,
che tutto ciò che sorge dal basso,
va dal basso verso l'alto e ritorna giù...dipende

Che non hai conosciuto nessuno
che ti baci come me
che non vi è altro uomo nella tua vita
che beneficerà di te...dipende

Che sì vuol dire sì
ogni volta che apri la bocca,
che ti renda molto felice
che oggi sia il giorno del tuo matrimonio...dipende

Dipende, da che dipende?
tutto dipende dal modo in cui lo si guarda


 

MACHO-SESSISTA

Oggi, dopo aver assistito alle interminabili ore di un'assemblea fiume su al Policlinico, mi sono sentito in diritto di dire cosa pensavo. L'ho fatto con la mia solita enfasi, accresciuta dal fatto che ero stato ore seduto ad ascoltare, e avevo voglia di parlare anch'io. Parlando mi è capitato di interrompere, sovrastando con la voce, una ragazza che era intervenuta più volte durante l'incontro.

Un gay se la prende, e fa: <<questa è un'interruzione macho-sessista!>>
Io penso: <<e questo è il tipico abbassamento del pH di un ricchione intellettualoide-sinistroide>>
ma dico: <<no, affatto>>

<<
Dire "frocio" non è di sinistra, suona anzi molto "fascio">>, penso.

<<Non si deve avere paura di dire che il movimento è a sinistra - non per metterci le bandierine di partito, sia chiaro - ma ci troviamo di fronte ad una riforma privatista e anti-egualitarista, che al mio paese è di destra...>>
<<anche al mio!>> risponde uno
<<al paese mio e dell'amico, allora>> riprendo <<e per controbattere a una riforma di destra, non puoi che usare argomenti che...stiano...diciamo...dall'altra parte>>, e mi fermo qui perché dire "stiano a sinistra" è un tabù da quelle parti, anzi, da tutte le parti.
<<Senti>> fa una <<ma lo sai che nel movimento c'è gente di destra?>>
<<senti>> rispondo <<uno che è egualistarista e antiprivatista - perché questa è l'anima della protesta - e poi vota Silvio, se non è pazzo quanto meno un problemino all'encefalo ce l'ha>>
<<è almeno matto!>>, dice quello di prima.
<<Egualitarismo e antiprivatismo sono valori di sinistra. Ora son d'accordo che dire "destra" e "sinistra" fa scappare la gente, ma dobbiamo almeno fare il nome di quei valori che storicamente stanno a sinistra, o no? I movimenti "nè rossi nè neri" campano venti giorni>> dico, ma me la sono un po' presa per l'esternazione acida del frocio di prima, perché mi dà fastidio che si faccia i galletti intellettuali contro di me che, se comincio a far l'intellettuale, sono dolori e lo sapete.

Vabbè, devo essere meno permaloso, mamma me lo dice in continauzione. Comunque, amico, se mi leggi, sono contro la repressione dell'omosessualità maschile nella legislazione italiana, sappilo. E sono pure contro la Carfagna alle pari opportunità, avessi visto che faccia ho fatto fare alla Barone di TeleCapri quando ho detto "quella faceva i calendari e mo fa il ministro, ce ne rendiamo conto?". Perciò non mi si venga a dire che so' sessista. Macho forse un po' sì...

LE FORBICI E IL MANGANELLO

L'attacco che la scuola e l'università pubbliche stanno subendo da parte del governo, per mezzo di una serie di provvedimenti fra i quali capegga la legge 133/08, non ha eguali nella storia dell'Italia. In un colpo sono stati fatti fuori ottantasettemila insegnanti dalla scuola elementare. Il fondo di finanziamento ordinario alle università è stato tagliato di milioni di euro. Il ricambio generazionale è stato bloccato: nell'università saranno assunti due nuovi docenti per dieci che andranno in pensione.
Il risparmio che si prevede è di circa un miliardo di euro: guarda caso, il costo dell'operazione per il salvataggio di Alitalia.
La grande sforbiciata porta con sé altre incredibili sorprese: all'art. 16 della legge 133, la possibilità degli atenei di deliberare, in assoluta libertà, la propria conversione in fondazioni private. La neonata fondazione eredita automaticamente tutto il patrimonio immobiliare dell'università statale, attrezzature scienifiche comprese, pagato con decenni di tasse dagli univeristari e dalle loro famiglie.
Ci ritroveremo la Bayer e la Novartis a finanziare medicina e farmacia; banche e assicurazioni dentro giurisprudenza ed economia; le lobbies del petrolio e del cemento (queste ultime che, dalle nostre parti, fanno spesso rima con camorra) a spadroneggiare a ingegneria. I programmi di studio non li scriveranno più fisiologi e giuristi ma gli amministratori delegati delle big-pharma e il pluri-imputato Geronzi. Quelle cose meravigliose e inutili, proprio come la bellezza, come la fisica e la filosofia, spaririranno perché non rimpinguano il budget delle imprese. I numeri chiusi aumenteranno in maniera esponenziale. Il sapere nelle mani di pochi, come prescrive il manuale della perfetta tirannide.
Il piano del governo richiama, in modo allarmante, quello contro il quale si scagliò Piero Calamandrei anni addietro, come riporta Beppe Grillo sul suo blog. La scuola pubblica ha come difetto ontologico quello di essere imparziale, di coltivare la resistenza al tiranno. L'unica via per affermare l'egemonia culturale del regime passa dalla scuola privata, per cui il partito dominante
<<Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.>>

Dopo le forbici, il manganello. Il Presidente del consiglio inaugura la stagione della caccia al dissenso, e promette di sgomberare le scuole occupate dagli studenti in lotta per il proprio futuro. Criminalizzare le lotte a colpi di mass-media è quello che ci vuole per riportare l'opinione pubblica all'unica forma di dissenso gradita: la bestemmia al bar con gli amici o davanti al televisore, mentre la birra e Mimun fanno fuori il nostro ultimo neurone. Le istruzioni del nano al ministro dell'interno saranno "det-ta-glia-te": ha già deciso pure in che parte del corpo dei giovani teppisti colpirà il manganello. Sembra che sia appena iniziato un "ventennio morbido", in confronto al quale quello "duro" impallidisce.

Pasolini ci ha avvertiti trent'anni fa: i metodi della propaganda fascista sono mezzucci da dilettanti in confronto all'appiattimento che è in grado di generare la televisione. E' ora di alzare la testa e la voce, ché di futuro ne abbiamo solo uno. Non permettiamo che ci sia portato via.

**Ps. Per il ministro Brunetta gli studenti in protesta sono "bamboccioni ignoranti". Per Sacconi sarebbero "minoranze di presuntuosi". Continua la diffamazione mediatica dei giovani che mostrano coscienza e consapevolezza. Diffamare e sminuire le idee diverse perché sembrino follie di qualche minoranza. Questa gentaglia si merita una dimostrazione. Mi rivolgo a tutti gli studenti, scendete in piazza, trascinate gli amici. La minoranza di ignoranti sono loro: facciamogli capire che lo sappiamo.

da alternativeperilsocialismo.com

WORK IS FOR SUCKERS


 

IL GENE DEL DELIRIO

Il mio articolo del 12 ottobre sul blog di Alternative per il Socialismo

immagine da avaaz.org

La crisi dei mercati finanziari è la prova definitiva che l’attuale sistema economico mondiale, e con esso quello finanziario, ha in sé il gene del delirio.
Le banche, come ha affermato in questi giorni il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, hanno smesso la loro funzione di riallocare le risorse e valutare i rischi, per creare rischio, investendo nel settore immobiliare (le abitazioni), senza valutare la possibilità dei cittadini di acquistare. “Il nostro sistema finanziario - aggiunge l’economista americano - è devastato“.
Prima di provare a fare un’analisi di quanto accaduto, vediamo in sostanza cos’è successo: le banche hanno concesso mutui a persone che non garantivano possibilità di pagamento, i cosiddetti “mutui subprime“. Le banche a loro volta incassavano il denaro emesso “vendendo” il debito a terzi, sotto forma di prodotti che promettevano profitti. In questo modo il “debito” ha infettato l’intera struttura dei mercati finanziari. Quando i cittadini che avevano contratto il mutuo hanno smesso di pagare le rate per difficoltà economiche, perdendo la loro casa, sono crollati tutti i soggetti finanziari che avevano investito in prodotti subprime. Le case sono state acquisite dalle banche, con un conseguente accumulo di beni immobili in vendita e il crollo dei prezzi. I due grandi colossi finanziari statunitensi, i quali detenevano circa i tre quarti del mercato dei mutui, Freddie Mac e Fannie Mae, sono crollati. Per evitare la catastrofe, il minstero del Tesoro degli USA ha acquistato entrambe le società, in base ai più moderni principi liberisti:”liberi di fare qualunque guaio, tanto paga lo Stato”. Governo degli USA, con una manovra da 700 miliardi di dollari (700 000 000 000 - per dare un’idea della cifra) ha poi acquistato tutti i titoli spazzatura dell’intero sistema bancario a stelle e strisce, facendosi in cambio promettere una “inversione di tendenza”.

Inutile sottolineare il peso che simili manovre, insieme all’emissione di liquidità operata dalle banche centrali (la Federal Reserve statunitense, in particolare), avranno sui cittadini, in termini economici e politici. Assisteremo ad un aumento esponenziale del debito pubblico e privato, che sarà pagato con le tasse dei contribuenti e con l’aumento dei prezzi (tanto per - non - cambiare). I governi europei presto seguiranno la strada statunitense: una valanga di soldi pubblici gettati come salvagente a banche private, a discapito dei soliti cittadini. Tutte strade che mirano a risolvere problemi congiunturali e di singoli privati nel breve termine, e non riforme strutturali che possano, in futuro, evitare simili derive.

Sul piano politico la crisi apre un vuoto, dovuto al terrore della gente per un possibile tracollo dell’economia glogale, che sarà colmato da governi autoritari e decisionisti. Le persone spaventate fanno coincidere l’autorevolezza necessaria ad uscire dalla crisi con l’autorità (vedi gli Stati Uniti e il Patriot Act dopo l’11 settembre 2001), e non esitano a gettarsi in mano alle destre. Si convinceranno che è giusto pagare più tasse, purché non si finisca in mezzo ad una strada.

Urge più che mai uno sforzo all’unità e alla coesione di tutte le forze di sinistra in Europa, per scongiurare un simile pericolo, che si è già mostrato alle elezioni in Austria, dove i partiti di destra, alcuni dei quali dichiaratamente xenofobi, hanno raggiunto il 30% dei consensi. Fava, Vendola, vi aspettiamo con ansia.

PS. Sul sito Avaaz.org è possibile firmare una petizione rivolta ai capi di governo del G8, per chiedere loro di adottare soluzioni che possano salvare l’economia globale, non esclusivamente gli interessi di banche private.




SENZA DIGNITA'

Dal blog di Alternative per il Socialismo

Non ci sarà mai nessun vero sviluppo al mondo, se esso non passerà per la centralità dell’essere umano e della sua dignità. L’industrializzazione selvaggia, politiche economiche liberiste e neoliberiste, nella misura in cui ci hanno lasciato intravedere la possibilità, per tutti, di soddisfare i bisogni primari, ci hanno fatto credere che si potesse sostituire, dall’economia e dalla politica, il valore centrale della dignità umana con quello del profitto ad ogni costo.

In questo modo, lentamente ma senza interruzioni, ci siamo convinti che il progresso sia passare la vita sul luogo di lavoro, restandovi dodici ore al giorno e magari facendone tre di straordinario; lasciare i nostri figli negli asili nido, perché la mamma che li accudisce da sé (ovvero fa la mamma) è improduttiva e per giunta poco emancipata; comperare tutto ciò che ci serve al supermercato, perdendo la voglia e soprattutto il tempo di farci le cose in casa come i nostri nonni.
Anche l’edilizia abitativa è cambiata. I nostri condomini uccidono ogni concetto di solidarietà e dello stare insieme: se prima i palazzi in città erano costruiti intorno ad uno spazio comune, il cortile col giardino, oggi gli edifici non sono altro che ammassi di case blindate, impilate una sull’altra, costruite a posta per farci isolare dal mondo e gongolarci nella roba di cui le abbiamo riempite facendo “shopping”. Una volta, abitare nello stesso palazzo era come appartenere ad una famiglia: oggi non s’incontra alcuno che non voglia uccidere i propri vicini di casa, senza averci mai neanche parlato negli ultimi cinque anni.

Nel ventunesimo secolo siamo più frustrati, più alienati, e soprattutto più poveri. E non c’è miglior lavoratore di colui il quale ha bisogno di lavorare. Per i figli, per mandarli a scuola, per fargli fare una vita dignitosa.
Nel ventunesimo secolo, esistono ancora i padroni, ma abbondano soprattutto i servi: persone costrette a sopportare umiliazioni quotidiane, ad ingoiare offese, minacce, per € 500 al mese. Si è costretti a tollerare di tutto, non di rado anche molestie sessuali, perché ci sono i figli che meritano di più, perché ci sono le bollette da pagare, l’affitto. Allora meglio caricarsi tutto sulle spalle e tacere: “tanto io ci sono nato, per il cesso”, si rincuora qualcuno.

La condizione dei lavoratori in nero, dei precari, e con essa il tema della dignità umana al centro dell’economia, deve sostituire ogni dibattito sulla produttività e sullo sviluppo. Bisogna che, giunti al XXI secolo, i lavoratori mettano definitivamente fine alle proprie umiliazioni. Solo quando ogni uomo si riapproprierà con ogni mezzo della sua dignità personale ed umana, potremmo cominciare a parlare di progresso. Fino al allora saremo solo un gregge di pecore asservite a chi controlla i grandi mezzi di produzione.

LA DEMOCRAZIA E' ANTIFASCISTA

Riporto il mio ultimo intervento pubblicato su alternativeperilsocialismo.com

Vauro - vignetta 9-9-08 In un paese civile, consapevole della propria storia, forte della propria memoria, dichiarazioni della portata di quelle del ministro della difesa Ignazio La Russa e del sindaco di Roma Gianni Alemanno, avrebbero scatenato una bufera che avrebbe aperto una profonda crisi di governo. La gente sarebbe scesa per le piazze e avrebbe chiesto unanime le dimissioni del sindaco e del ministro.

In Italia, un paese dalla storia controversa, e la cui memoria
facilmente si azzera con un talk-show accattone, si può inneggiare al fascismo e ai suoi sostenitori con il disinvolto revisionismo proprio di chi sa di non dover rendere conto a nessuno: in pieno stile, per l'appunto, fascista. Non c'è da stupirsi, come scriveva sul Manifesto Marco Revelli, all'indomani delle dichiarazioni di La Russa ed Alemanno in occasione della celebrazione per l'anniversario della difesa di Roma, l'8 settembre, che certa gente, sempre dichiaratasi fascista e nostalgica del manganello e dell'olio di ricino, e che abbia cominciato la propria carriera facendo comizi sotto l'immagine del duce, oggi, al governo, si permetta simili affermazioni.

 Il nostro stupore deve invece manifestarsi, forte, dinnanzi al
silenzio spaventoso degli italiani. Bisogna stupirsi per non abituarsi al silenzio; per non approvare, indirettamente, la filosofia de "che ci posso fare?". La Repubblica Italiana è strutturalmente antifascista, perché fondata su una Costituzione democratica concepita da forze politiche opposte al fascismo, e pertanto estranea ad ogni logica propria del regime fascista. Non si può essere democratici, credere nella libertà d'espressione, nella libera affermazione della persona umana, in sostanza orgogliosi della nostra Costituzione, e contemporanemeamente provare nostalgie per la dittatura del manganello e dell'olio di ricino.

L'antifascismo
non è un valore umano, e gli uomini, fascisti o democratici che siano, da morti meritano rispetto, considerato che in ogni caso a piangere per un morto sono sempre e solo i suoi cari.
L'antifascismo è però un valore politico: ricordare i caduti per la libertà di noi tutti vuol dire fare memoria le proprie origni, coltivare in se stessi quelle idee nelle quali affondano le radici della nostra comunità. Allo stesso modo, celebrare i caduti nella lotta contro la libertà non può che coltivare quelle idee che hanno portato dolore e sofferenza nella nostra storia. I "Fascisti" opposti a "democratici" e non a "comunisti", perché nell'Italia repubblicana il Comunismo si è sempre sviluppato ed espresso secondo le regole della democrazia parlamentare, al contrario del Fascismo, che ha calpestato la democrazia e i suoi valori.

Il Fascismo è sinonimo di dittatura, di guerra, di razzismo, degli anni più bui dell'Italia.
Il Fascismo è antidemocratico perché la
Democrazia è antifascista. Alternative per il Socialismo è un movimento che tra i suoi valori ha l'antifascismo, perché difende la democrazia ed ogni forma di libertà umana e civile.




 
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